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Statistiche territoriali

Il valore aggiunto delle province italiane nel 2020

Introduzione

Dalla seconda metà degli anni ’80 il Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne realizza stime territoriali degli aggregati economici, a partire da valutazioni anticipate del valore aggiunto provinciale, i cui risultati relativi al 2020 sono presentati in questa nota.

Si tratta di lavori inseriti al pari di altri (valore aggiunto provinciale artigiano e della cooperazione, reddito disponibile delle famiglie, ecc.) nel Programma Statistico Nazionale (PSN da parte del Centro studi, in quanto soggetto del Sistema Statistico Nazionale (Sistan).


Le variazioni del valore aggiunto 2019/2020

Nella primavera del 2021 l’Istat ha pubblicato i dati nazionali sull’andamento del valore aggiunto dei settori economici del nostro Paese, restituendo un quadro che in termini reali (prezzi concatenati) ha registrato complessivamente una variazione del -8,6%, e in termini correnti del -7,2%.

Con riferimento a quest’ultimo dato, il Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne diffonde in questa nota le ricadute territoriali di questo risultato, dalle quali emerge una forte variabilità nelle variazioni da provincia a provincia (la più elevata negli ultimi cinque anni), anche con riferimento ad aree appartenenti alla stessa regione.

Gli effetti della pandemia sono evidenti, visto il minore decremento del Mezzogiorno (meno colpito nel 2020) rispetto al Centro-Nord, come anche immediatamente verificabile dalla mappa.

Leggendo i dati per provincia (tutti caratterizzati da segno negativo) troviamo tra le prime dieci aree caratterizzate da minore decrescita otto province del Mezzogiorno, una del Centro e una del Nord-Ovest. In particolare, i valori più contenuti riguardano nell’ordine la provincia di Viterbo (-1,7%), Enna (-1,7%, le differenze come anche negli altri casi si riscontrano al secondo decimale), Caltanissetta (-2,0%), Asti (-3,3%), Isernia (-3,3%), Benevento (-3,3%), Trapani (-3,4%), Salerno (-3,5%), Ragusa (-3,5%) e Bari (-3,5%).

Dall’altro lato, tra le 10 province a maggiore decrescita troviamo quattro province del Mezzogiorno, due del Centro, due del Nord-Est e due del Nord-Ovest. Nello specifico i valori più bassi, pari o al di sotto del -12% riguardano Pavia (-12,0%), Crotone (-12,1%), Belluno (-12,5%), Macerata (-12.5%) e, a chiudere la classifica, Brindisi (-13,1%).

Oltre alle variazioni congiunturali appena descritte va evidenziato come anche durante il periodo pandemico sia continuato il processo di concentrazione della produzione della ricchezza nazionale. Nel 2020 le 20 province italiane più “ricche” hanno assorbito il 55,5% del valore aggiunto prodotto dal paese. Si tratta di una percentuale record da quando sono disponibili le serie storiche provinciali (ovvero dal 2002) con un incremento di 2 punti percentuali rispetto a quanto si osservava ad inizio secolo.

Classifica delle province in ordine decrescente in base alla variazione del valore aggiunto ai prezzi base e correnti fra 2019 e 2020 (*)

Posizione

Province

v.a.

Posizione

Province

v.a.

1)

Viterbo

-1,7

55)

Biella

-7,3

2)

Enna

-1,7

56)

Teramo

-7,4

3)

Caltanissetta

-2,0

57)

Torino

-7,4

4)

Asti

-3,3

58)

Nuoro

-7,6

5)

Isernia

-3,3

59)

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

-7,6

6)

Benevento

-3,3

60)

Genova

-7,7

7)

Trapani

-3,4

61)

Frosinone

-7,7

8)

Salerno

-3,5

62)

Gorizia

-7,8

9)

Ragusa

-3,5

63)

Verona

-7,8

10)

Bari

-3,5

64)

Piacenza

-8,0

11)

Taranto

-3,8

65)

Forlì-Cesena

-8,1

12)

Rieti

-4,0

66)

Padova

-8,1

13)

Livorno

-4,1

67)

Siracusa

-8,2

14)

Grosseto

-4,2

68)

Matera

-8,2

15)

Lucca

-4,2

69)

Avellino

-8,2

16)

Palermo

-4,3

70)

Foggia

-8,2

17)

Catania

-4,4

71)

Trieste

-8,3

18)

Agrigento

-4,4

72)

Massa-Carrara

-8,4

19)

Pordenone

-4,9

73)

Vercelli

-8,4

20)

Cagliari

-5,2

74)

Rimini

-8,4

21)

Latina

-5,2

75)

Ferrara

-8,6

22)

Chieti

-5,2

76)

Alessandria

-8,7

23)

Verbano-Cusio-Ossola

-5,3

77)

Como

-8,7

24)

Udine

-5,3

78)

Cremona

-8,7

25)

Lodi

-5,4

79)

Reggio nell'Emilia

-8,7

26)

Reggio Calabria

-5,6

80)

Bolzano/Bozen

-8,8

27)

Milano

-5,6

81)

Vicenza

-8,9

28)

Savona

-5,7

82)

Arezzo

-8,9

29)

Parma

-5,9

83)

Pisa

-9,0

30)

Varese

-6,0

84)

Pistoia

-9,0

31)

Treviso

-6,0

85)

Vibo Valentia

-9,1

32)

Lecco

-6,0

86)

Caserta

-9,2

33)

Bologna

-6,5

87)

Siena

-9,3

34)

Terni

-6,5

88)

Catanzaro

-9,4

35)

Roma

-6,6

89)

Prato

-9,5

36)

Ancona

-6,6

90)

Sud Sardegna

-9,5

37)

Perugia

-6,6

91)

La Spezia

-9,6

38)

Lecce

-6,8

92)

Bergamo

-9,6

39)

Imperia

-6,9

93)

Mantova

-9,7

40)

Napoli

-6,9

94)

Firenze

-9,8

41)

Cosenza

-6,9

95)

Sondrio

-10,1

42)

Trento

-7,0

96)

Pesaro e Urbino

-10,2

43)

Ravenna

-7,0

97)

Barletta-Andria-Trani

-10,6

44)

Venezia

-7,0

98)

Potenza

-10,7

45)

Messina

-7,0

99)

Sassari

-10,8

46)

Oristano

-7,1

100)

Monza e della Brianza

-11,4

47)

Novara

-7,1

101)

Rovigo

-11,7

48)

Modena

-7,1

102)

Ascoli Piceno

-11,9

49)

Campobasso

-7,2

103)

Pavia

-12,0

50)

Brescia

-7,2

104)

Crotone

-12,1

51)

L'Aquila

-7,2

105)

Belluno

-12,5

52)

Pescara

-7,2

106)

Macerata

-12,5

53)

Cuneo

-7,3

107)

Brindisi

-13,1

54)

Fermo

-7,3

 

ITALIA

-7,1

(*) La variazione Italia è -7,1% invece del -7.2% pubblicato da Istat in quanto le presenti valutazioni sono calcolate al netto della componente extra-regio

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

Variazioni del valore aggiunto ai prezzi base e correnti fra 2019 e 2020 nelle province italiane

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

 

Il valore aggiunto per abitante

La conseguente classifica delle province italiane stilata in base al reddito procapite prendendo come denominatore la popolazione media del 2020 vede una conferma di Milano in prima posizione (quasi 47 mila e 500 euro per abitante, indice Italia =100 pari a 189,5), seguita nell’ordine nella top ten da Bolzano/Bozen (156,8), Bologna (140,7), Valle d'Aosta (134,1), Modena (131,5), Parma (131,0), Roma (131,0), Firenze (129,1), Trento (128,6) e Reggio Emilia (122,2). La città metropolitana lombarda amplia nel 2020 il suo margine di vantaggio sulla seconda provincia in classifica portandolo ad un differenziale che sfiora il 21%, mai così alto dal 2012 a oggi.

 

Classifica delle province in ordine decrescente in base al valore aggiunto ai prezzi base per abitante 2020 (valori in euro e numeri indici Italia=100)

Posizione

Province

v.a.

n. i.

Posizione

Province

v.a.

n. i.

1)

Milano

47.495,28

189,5

55)

Chieti

22.609,22

90,2

2)

Bolzano/Bozen

39.298,94

156,8

56)

Pesaro e Urbino

22.591,77

90,2

3)

Bologna

35.249,09

140,7

57)

Grosseto

22.029,80

87,9

4)

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

33.602,14

134,1

58)

Pistoia

21.913,21

87,4

5)

Modena

32.948,73

131,5

59)

Pescara

21.666,26

86,5

6)

Parma

32.828,79

131,0

60)

Terni

21.638,93

86,4

7)

Roma

32.816,19

131,0

61)

L'Aquila

21.548,72

86,0

8)

Firenze

32.355,14

129,1

62)

Macerata

21.514,99

85,9

9)

Trento

32.213,35

128,6

63)

Massa-Carrara

21.391,85

85,4

10)

Reggio nell'Emilia

30.619,72

122,2

64)

Potenza

21.352,01

85,2

11)

Genova

30.247,93

120,7

65)

Rovigo

21.264,38

84,9

12)

Trieste

30.201,23

120,5

66)

Verbano-Cusio-Ossola

21.155,12

84,4

13)

Brescia

29.055,02

116,0

67)

Fermo

21.081,20

84,1

14)

Verona

28.808,81

115,0

68)

Imperia

20.698,70

82,6

15)

Vicenza

28.780,99

114,9

69)

Pavia

20.314,87

81,1

16)

Padova

28.703,74

114,5

70)

Ascoli Piceno

20.230,83

80,7

17)

Treviso

28.444,46

113,5

71)

Teramo

20.195,16

80,6

18)

Torino

28.261,04

112,8

72)

Latina

19.934,09

79,6

19)

Piacenza

28.025,69

111,8

73)

Bari

19.701,56

78,6

20)

Bergamo

27.751,18

110,7

74)

Frosinone

19.368,20

77,3

21)

Ravenna

27.694,61

110,5

75)

Viterbo

19.331,03

77,1

22)

Forlì-Cesena

27.669,62

110,4

76)

Isernia

18.688,61

74,6

23)

Prato

27.362,26

109,2

77)

Campobasso

18.669,28

74,5

24)

Cuneo

27.280,76

108,9

78)

Rieti

17.271,63

68,9

25)

Udine

27.195,32

108,5

79)

Sassari

17.188,95

68,6

26)

Pordenone

27.191,90

108,5

80)

Catanzaro

17.040,11

68,0

27)

Venezia

27.175,92

108,5

81)

Matera

16.979,04

67,8

28)

Lecco

27.071,47

108,0

82)

Palermo

16.755,35

66,9

29)

Mantova

26.894,36

107,3

83)

Napoli

16.709,75

66,7

30)

Pisa

26.865,88

107,2

84)

Salerno

16.581,26

66,2

31)

Siena

26.859,16

107,2

85)

Catania

16.458,76

65,7

32)

Cremona

26.721,74

106,6

86)

Taranto

16.308,69

65,1

33)

Belluno

26.679,08

106,5

87)

Nuoro

16.244,30

64,8

34)

Varese

25.876,62

103,3

88)

Ragusa

16.166,35

64,5

35)

Ancona

25.756,60

102,8

89)

Oristano

16.052,05

64,1

36)

Novara

25.556,29

102,0

90)

Avellino

16.033,51

64,0

37)

La Spezia

25.380,05

101,3

91)

Messina

15.684,34

62,6

38)

Rimini

25.377,09

101,3

92)

Foggia

15.680,81

62,6

39)

Lucca

25.292,80

100,9

93)

Benevento

15.636,38

62,4

40)

Cagliari

25.280,43

100,9

94)

Siracusa

15.610,11

62,3

41)

Monza e della Brianza

24.946,41

99,6

95)

Reggio Calabria

15.395,27

61,4

42)

Savona

24.719,73

98,6

96)

Brindisi

15.016,63

59,9

43)

Arezzo

24.363,56

97,2

97)

Crotone

14.768,33

58,9

44)

Sondrio

24.342,84

97,1

98)

Trapani

14.619,63

58,3

45)

Gorizia

24.306,94

97,0

99)

Lecce

14.546,22

58,1

46)

Como

24.033,70

95,9

100)

Enna

14.381,20

57,4

47)

Alessandria

23.841,45

95,1

101)

Caltanissetta

13.875,35

55,4

48)

Livorno

23.780,39

94,9

102)

Caserta

13.841,53

55,2

49)

Biella

23.448,14

93,6

103)

Cosenza

13.643,25

54,4

50)

Vercelli

23.387,12

93,3

104)

Vibo Valentia

13.584,20

54,2

51)

Asti

23.152,32

92,4

105)

Agrigento

13.525,65

54,0

52)

Perugia

23.084,04

92,1

106)

Barletta-Andria-Trani

13.397,48

53,5

53)

Ferrara

22.996,56

91,8

107)

Sud Sardegna

12.968,01

51,8

54)

Lodi

22.988,20

91,7

 

ITALIA

25.058,02

100,0

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere


I risultati del 2020 hanno comportato spostamenti nel ranking. Nell’ambito della top ten delle province si sono osservate variazioni che hanno riguardato un consolidamento di parte della Via Emilia con Parma passata dall’ottavo al sesto posto e Modena dal sesto al quinto. Per contro, la provincia di Firenze è scesa di ben tre posizioni in un anno collocandosi nel 2020 all’ottavo posto. Al di fuori delle prime posizioni si evidenzia come Grosseto, Asti, Udine, Pordenone, Taranto, Caltanissetta, Ragusa e Treviso abbiano guadagnato più di cinque posizioni in un anno (Grosseto nove). Dall’altro lato, Belluno, Brindisi, Rovigo, Macerata, Monza e della Brianza, Pesaro e Urbino, Siena, Avellino e Barletta-Andria-Trani ne hanno perse più di cinque (Belluno e Brindisi più di nove). Per alcune realtà provinciali, l’anno di esplosione della crisi epidemiologica, ha visto il raggiungimento della peggiore posizione dal 2002 a oggi, con un evidente collegamento con i problemi generati dalla crisi pandemica: si tratta di Como (46 esima con una perdita di due posizioni rispetto al precedente peggiore risultato osservato nel 2019), Bergamo (20 esima, meno 3 posizioni rispetto ad uno status che si era oramai consolidato nei sei anni precedenti), Pavia (69 esima, meno due posizioni rispetto al minimo storico del 2013), Ascoli Piceno (70 esima, meno 3 posti rispetto al precedente primato negativo del 2019) e infine Caserta (102 esima, un posto in meno rispetto al 2011, precedente performance maggiormente negativa). Alle realtà fin qui elencate ne vanno aggiunte altre che nel 2020 hanno eguagliato il loro peggior risultato (Vercelli 50 esima, Alessandria 47 esima, Trento nona, Firenze ottava, Roma settima, Frosinone 74 esima, Crotone 97 esima e Sud Sardegna 107 esima ed ultima provincia italiana). Da quanto appena descritto appare evidente però come le province sopra elencate possano essere divise in almeno due gruppi: province nelle quali la diffusione del virus è stata decisiva nel determinare le performance negative (un esempio chiaro in tal senso è Bergamo) e province nelle quali la crisi pandemica è venuta a innestarsi in un processo di ridimensionamento già in corso da tempo e partito spesso in corrispondenza della precedente crisi economica della fine del primo decennio (è ad esempio il caso di Pavia, che oggi viaggia nell’ordine di 37 posizioni in meno rispetto ai suoi migliori risultati, piuttosto che di Ascoli Piceno, che ne ha perse 25).

 

Analisi per cluster di territori

Sulla base di valutazioni che il Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne produce correntemente è possibile di analizzare il legame esistente fra caratteristiche di specializzazione dei sistemi produttivi locali e andamenti del valore aggiunto 2019/2020.

In particolare, può agevolare l’analisi la suddivisione delle province/città metropolitane italiane in due gruppi a seconda che le aree si collochino al di sopra o al di sotto rispetto alla media nazionale con riferimento a più aspetti.

Tra i risultati maggiormente significativi che emergono da questo tipo di analisi vi è ad esempio l’andamento negativo delle province a forte connotazione artigiana (ovvero con una incidenza del valore aggiunto artigiano superiore alla media nazionale) che arrivano a perdere il 7,8% (1,5 punti percentuali di differenza rispetto a quelle con una vocazione artigiana meno spiccata) con un andamento particolarmente critico per le province a maggior contributo del prodotto artigiano (Cuneo, Bolzano/Bozen, Vicenza, Padova, Rovigo, Forlì-Cesena, Pesaro e Urbino, Macerata, Pistoia, Arezzo, Prato, Fermo), che congiuntamente considerate hanno perso l’8,8% di valore aggiunto.

 

Variazioni del valore aggiunto a prezzi base e correnti fra 2019 e 2020 in alcuni cluster di province individuati secondo varie caratterizzazioni

 

Sotto la media nazionale

Sopra la media nazionale

Differenziale

Incidenza del valore aggiunto artigiano

-6,3

-7,8

-1,5

Incidenza del valore aggiunto delle piccole imprese (0-49 addetti)

-6,7

-7,5

-0,8

Incidenza del valore aggiunto manifatturiero

-6,4

-7,9

-1,5

Incidenza del valore aggiunto agroalimentare

-7,1

-7,1

0,0

Incidenza del valore aggiunto del tessile e abbigliamento

-6,7

-8,1

-1,3

Incidenza del valore aggiunto delle attività turistiche

-7,0

-7,4

-0,3

Incidenza del valore aggiunto proveniente dalla PA

-7,6

-6,6

1,0

Incidenza del valore aggiunto proveniente dal Sistema Culturale e Creativo

-7,3

-6,8

0,5

Incidenza del valore aggiunto proveniente dall’Economia del Mare

-7.5

-6,6

0,8

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

 

Questi risultati si possono estendere anche a quelle economie territoriali in cui il ruolo della piccola impresa è particolarmente rilevante. Il raggruppamento delle province in cui incide maggiormente il valore aggiunto proveniente dalle imprese con meno di 50 addetti ha perso il 7,5% di reddito prodotto fra 2019 e 2020. In particolare, le prime cinque aree per contributo della piccola impresa all’economia (Pistoia, Prato, Fermo. Barletta-Andria-Trani e Sud Sardegna) sono andate peggio della media nazionale con una caduta complessiva del 9,3%.

Dal punto di vista dei settori, ad essere penalizzate maggiormente sono apparse essere le aree manifatturiere, con particolare enfasi per quelle maggiormente specializzate nel tessile e abbigliamento. Con riferimento alle province nelle quali l’incidenza del valore aggiunto manifatturiero è superiore alla media nazionale la perdita di ricchezza prodotta nel 2020 rispetto al 2019 sfiora l’8% (-7,9%), superando in negativo questa soglia (-8,1%) se ci si limita solo al caso del tessile e abbigliamento, con valori ancora peggiori per le province di maggiore specializzazione, caratterizzate da una riduzione scesa al -9,4% (Vercelli, Como, Mantova, Vicenza, Rovigo, Macerata, Ascoli Piceno, Pistoia, Firenze, Pisa, Arezzo, Teramo, Biella, Prato, Fermo, Barletta-Andria-Trani).

Appaiono meno discriminanti invece i risultati per le aree a maggior contributo della componente turistica (più specificamente per le attività di alloggio e somministrazione) in cui la perdita di prodotto è stata contenuta in 7,4 punti percentuali, anche se comunque nelle due realtà la cui economia è maggiormente caratterizzata da questo segmento imprenditoriale (Bolzano/Bozen e Rimini) la perdita di valore aggiunto è stata molto accentuata, e valutabile fra gli 8,5 e i 9 punti percentuali.

Le aree a maggiore presenza di contributo del settore pubblico alla formazione del valore aggiunto hanno visto invece nel 2020 minori impatti negativi, nell’ordine medio di un punto percentuale (-6,6% le province con una incidenza superiore alla media nazionale contro il -7,6% del resto del Paese).

Con riferimento invece a due target economici sui quali da diversi anni il sistema camerale presta attenzione, vale a dire il sistema culturale e creativo e l’economia del mare si può affermare che con riferimento al tema della cultura e della creatività le 11 province con una incidenza del settore superiore alla media nazionale hanno chiuso con un bilancio complessivo del -6,8%. Va però detto che tale capacità di contenere i danni è attribuibile a Milano e Roma, ovvero i due principali poli della cultura italiana. L’importanza delle due città metropolitane appare talmente rilevante tanto che -il -6,8% di cui sopra si suddivide in un -6,1% riferibile al complesso delle due città metropolitane e in un -7,9% per quanto concerne le altre 9 province/città metropolitane con le sole Bologna e Ancona capaci di fare meglio della media nazionale. Pertanto, si può affermare che al netto di Roma e Milano le province maggiormente caratterizzate dalla cultura hanno avuto un andamento economico peggiore.

Per quanto concerne il legame fra andamento dell’economia fra 2019 e 2020 e peso dell’economia del mare in termini di valore aggiunto, le 48 province che hanno una incidenza superiore alla media nazionale hanno concluso con un bilancio del -6,6%. Diversamente da quanto accade per l’economia della cultura il risultato non si verifica a causa di performance locali particolarmente elevate ma può essere definito come un risultato di sistema. Lo dimostra il fatto di queste 48 province 26 fanno meglio della media nazionale e 22 peggio.

Vale la pena spendere anche qualche parola sul legame tra investimenti green e andamento del valore aggiunto. In termini complessivi non si evidenzia la presenza di un significativo legame tra le due variabili. Esistono però specifiche realtà nelle quali, invece, una forte propensione a questa forma di investimento ha consentito di limitare i danni in termini di evoluzione del valore aggiunto. Più in particolare nell’ambito delle dieci province nelle quali la quota di imprese che hanno realizzato investimenti è stata maggiore, in ben sei casi si è assistita a una contrazione del valore aggiunto minore rispetto alla media nazionale (Novara, Imperia, Varese, Ravenna, Salerno, Isernia) a cui si aggiungono altre due realtà (Pescara e Campobasso) nelle quali i risultati in termini di variazione del valore aggiunto sono molto prossime alla media nazionale.
 

Le 35 province/città metropolitane italiane che presentano una incidenza del valore aggiunto proveniente dal tessile abbigliamento superiore alla media nazionale classificate secondo la variazione del valore aggiunto a prezzi base e correnti fra 2019 e 2020

N.B. In rosso le 24 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto peggiori della media nazionale. In blu le 11 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto migliori della media nazionale

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

 

Le 58 province/città metropolitane italiane che presentano una incidenza del valore aggiunto proveniente dalla Pubblica Amministrazione classificate secondo la variazione del valore aggiunto a prezzi base e correnti fra 2019 e 2020

N.B. In rosso le 27 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto peggiori della media nazionale. In blu le 31 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto migliori della media nazionale

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

 

 

Le 52 province/città metropolitane italiane che presentano una incidenza del valore aggiunto proveniente dal manifatturiero classificate secondo la variazione del valore aggiunto a prezzi base e correnti fra 2019 e 2020

N.B. In rosso le 35 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto peggiori della media nazional. In blu le 17 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto migliori della media nazionale

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

 

 

Le 81 province/città metropolitane italiane che presentano una incidenza del valore aggiunto proveniente dalle imprese fino a 49 addetti (piccole imprese) classificate secondo la variazione del valore aggiunto a prezzi base e correnti fra 2019 e 2020

N.B. In rosso le 47 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto peggiori della media nazional. In blu le 34 province/città metropolitane con variazioni del valore aggiunto migliori della media nazionale

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere


 

Gli effetti delle sospensioni delle attività nei territori

 

I risultati settoriali, soprattutto quelli inerenti al manifatturiero, si collegano anche alle problematiche generate dalla sospensione di diverse attività nell’anno (lockdown), le quali peraltro non hanno influito sulle sole imprese dei codici ATECO sospesi, ma hanno condizionato anche l’attività di intere filiere, interrompendo l’attività produttive presenti in diversi territori. Per valutare questo aspetto si è partiti dai dati pubblicati dall’Istat il 10 aprile 2020, con livello di dettaglio territoriale, in merito al ruolo dei settori attivi e settori sospesi, recependo per questa suddivisione i decreti governativi approvati a marzo 2020 (DPCM dell’11/03/2020 e DM Mise 25/03/2020)1. In particolare, partendo da questi risultati è possibile calcolare per ciascuna provincia/città metropolitana la quota percentuale di addetti operanti nei settori attivi sul totale degli addetti2, indicatore che presenta una decisa variabilità territoriale assumendo valori superiori al 64% a Prato e Fermo fermandosi invece poco sopra quota 32% a Rieti.

La suddivisione dei territori nei due cluster identificati dalla quota media di addetti sospesi a livello nazionale evidenzia come i territori che hanno maggiormente sofferto sono stati quelli in cui vi è stata la maggiore incidenza delle sospensioni, con un differenziale di 1,5 punti percentuali rispetto alle altre province (-7,9% contro -6,4%).

L’analisi di queste elaborazioni si coglie nella mappa della pagina precedente, in cui sono riportate in colore rosso le 40 province con variazioni del valore aggiunto peggiori della media e maggior peso delle attività sospese, e in blu le 29 province che, all’opposto, hanno verificato riduzioni inferiori alla media e hanno contemporaneamente una quota mediamente più bassa di attività sospese.

Nel primo cluster si ritrovano territori collocati nella quasi totalità nel Centro Nord del Paese, con appena 4 eccezioni (Avellino, Teramo, Vibo Valentia e Barletta-Andria-Trani). Si tratta di aree produttive manifatturiere peraltro particolarmente colpite dalla pandemia.

Per contro, il secondo raggruppamento riguarda in larga prevalenza aree del Centro-Sud (con sette eccezioni costituite da Savona, Milano, Trento, Parma, Bologna, Ravenna e Lodi), in cui la componente manifatturiera incide in misura minore. In calce alla mappa viene riportato l’elenco delle provincie coinvolte.

Le province appartenenti al primo cluster assorbono il 34,3% del valore aggiunto nazionale per un ammontare complessivo di 510.774 milioni di euro mentre quelle appartenenti al secondo cluster assorbono il 41,0% del valore aggiunto nazionale per un ammontare complessivo di 610.849 milioni di euro. Pertanto, i due cluster rappresentano oltre ¾ del valore aggiunto nazionale.

Variazioni del valore aggiunto ai prezzi base e correnti fra 2019 e 2020 e la quota di addetti sospesi durante il periodo del lockdown nelle province italiane

N.B. In rosso le province con variazioni del valore aggiunto peggiori della media e maggior peso delle attività sospese (40), in blu quelle con variazioni del valore aggiunto migliori della media e minor peso delle attività sospese (29).

Province con variazioni del valore aggiunto peggiori della media e maggior peso delle attività sospese (40, colore rosso della cartina della pagina precedente)

Alessandria, Arezzo, Ascoli Piceno, Avellino, Barletta-Andria-Trani, Bergamo, Biella, Bolzano/Bozen, Brescia, Como, Cuneo, Fermo, Ferrara, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Gorizia, La Spezia, Macerata, Mantova, Massa-Carrara, Monza e della Brianza, Padova, Pesaro e Urbino, Piacenza, Pisa, Pistoia, Prato, Reggio nell'Emilia, Rimini, Rovigo, Siena, Sondrio, Teramo, Torino, Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste, Vercelli, Verona, Vibo Valentia, Vicenza

Province con variazioni del valore aggiunto migliori della media e minor peso delle attività sospese (29, colore blu della cartina della pagina precedente)

Agrigento, Bari, Benevento, Bologna, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Cosenza, Enna, Isernia, Latina, Livorno, Lodi, Messina, Milano, Napoli, Oristano, Palermo, Parma, Ragusa, Ravenna, Reggio Calabria, Rieti, Roma, Salerno, Savona, Terni, Trapani, Trento

Fonte: Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere

Nota Metodologica

 

Le stime del Valore Aggiunto provinciale per l’anno 2019 sono state ottenute utilizzando una metodologia che rappresenta un’estensione al caso territoriale della procedura di stima di Chow e Lin (1971). La procedura di Chow e Lin è stata ampiamente utilizzata in letteratura per disaggregare serie storiche a livello annuale in valori trimestrali. Il metodo fornisce la previsione provinciale di un aggregato (la cosiddetta variabile focale) basata su un insieme di indicatori provinciali osservati (le cosiddette variabili ausiliarie) e una struttura di correlazione stimata tra le variabili ausiliarie e la variabile focale, rispettando il vincolo che le somme degli aggregati provinciali stimati coincidano con i valori regionali (o nazionali) degli aggregati stessi, che generalmente sono noti al momento della stima.

Le stime per l’anno 2019 si riferiscono al valore aggiunto provinciale ai prezzi base valutato in milioni di euro correnti e relativo a cinque macro-branche:

  • Agricoltura: agricoltura, silvicoltura e pesca;

  • Industria: attività estrattiva, attività manifatturiere, fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata, fornitura di acqua, reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento;

  • Costruzioni;

  • Commercio: commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli, trasporti e magazzinaggio, servizi di alloggio e di ristorazione, servizi di informazione e comunicazione;

  • Altri Servizi: attività finanziarie e assicurative, attività immobiliari, attività professionali, scientifiche e tecniche, amministrazione e servizi di supporto, amministrazione pubblica e difesa, assicurazione sociale obbligatoria, istruzione, sanità e assistenza sociale, attività artistiche, di intrattenimento e divertimento, riparazione di beni per la casa e altri servizi.

La classificazione è quella relativa alla più dettagliata classificazione dei conti regionali adottata dall’Istat nell’ultima release dei conti economici regionali riferiti all’anno 2019 (release del dicembre 2020), con l’eccezione dell’accorpamento nella branca “Altri servizi” (che va dalla branca JA alla T) delle macro-branche "Intermediazione monetaria e finanziaria; Attività immobiliari; Noleggio, attività professionali e imprenditoriali” e “Amministrazione pubblica e difesa; Istruzione; Sanità e assistenza sociale; Attività artistiche, di intrattenimento e di divertimento; Altre attività di servizi; Attività di famiglie e convivenze”. L’accorpamento è dovuto al fatto che non è stato possibile ottenere i dati sull’occupazione a livello provinciale separatamente per le due branche.

La disaggregazione territoriale a cui si fa riferimento è quella relativa alle 107 province italiane, in ottemperanza al nuovo assetto degli enti territoriali della Sardegna (Legge regionale n. 2/2016 e successiva delibera della Giunta regionale n. 23/5 del 20 aprile 2016). Le variabili ausiliare utilizzate sono il valore aggiunto provinciale degli anni precedenti (fonte Istat), il numero degli occupati e il numero di ore lavorate per ciascun macro-settore relativo all’anno corrente (fonte Istat).

Per ciascun settore, le stime a livello provinciale del 2019 del valore aggiunto delle cinque macro-branche sono “ancorate” ad un vincolo regionale dato dal valore aggiunto settoriale ai prezzi base della regione di appartenenza della provincia. I vincoli regionali sono dati dalla stima Istat del valore aggiunto regionale 2019.

L’anticipazione del 2020 si riferisce al solo valore aggiunto complessivo a prezzi base espresso in milioni di euro correnti. La stima, seppure basata sul medesimo modello di previsione, ha richiesto una procedura a due stadi. Nel primo stadio si è proceduto ad una anticipazione del valore aggiunto regionale 2020 considerando che la somma delle stime regionali debbano coincidere con il dato nazionale 2020.

Il vincolo nazionale si riferisce alla stima valore aggiunto nazionale ai prezzi base per l’anno 2020 fornita dall’Istat nel marzo 2020, a cui è stata scorporata una stima del valore aggiunto “extra-regio”. Tale stima è stata ottenuta aggiornando il valore aggiunto “extra regio” del 2019, nell’ipotesi che il tasso di crescita del valore aggiunto extra regio fosse pari a quello complessivo.

Le variabili ausiliare inserite nel modello sono il valore regionale dell’anno precedente, l’occupazione regionale e il numero complessivo di ore lavorate stimati per il 2020 sulla base delle informazioni dell’indagine Istat sulla Forze di Lavoro.

Quest’anno si è deciso non considerare solamente i dati sugli occupati che non consentono di valutare appieno gli effetti dell’emergenza sanitaria, ma considerare anche l’indicatore sulle ore effettivamente lavorate.

Sono state incorporate nel modello anche elaborazioni basate sulle previsioni regionali di crescita della Svimez (le previsioni si riferiscono al PIl reale ai prezzi di mercato, mentre le elaborazioni si riferiscono al valore aggiunto ai prezzi base in valori correnti. E’ stato quindi necessario stimare un deflatore implicito regionale del valore aggiunto).

Una volta stimato il valore aggiunto regionale si è passati, nel secondo stadio della procedura, alla stima del valore aggiunto provinciale con vincoli dati dalle stime ottenute al primo stadio. In questo caso le variabili ausiliarie sono il valore aggiunto provinciale del 2019 (ossia la stima precedentemente effettuata), il dato dell’occupazione e del monte ore lavorate a livello provinciale, media 2020, di fonte Istat, rilevazione sulle forze di lavoro. Anche per il 2020 la previsione si riferisce ad una disaggregazione territoriale in 107 province.


 

Allegati

Le province italiane classificate secondo il valore aggiunto ai prezzi base e correnti prodotto dal totale economia anno 2020 e percentuale di incidenza sul totale nazionale anni 2011 e 2020. Dati assoluti in milioni di euro
 

Provincia

Valore aggiunto 2020

% su totale Italia 2020

% su totale Italia 2011

Provincia

Valore aggiunto 2020

% su totale Italia 2020

% su totale Italia 2011

Milano

154.719,4

10,39

9,79

Reggio Calabria

8.140,7

0,55

0,57

Roma

139.155,5

9,34

9,66

Pesaro e Urbino

8.027,3

0,54

0,57

Torino

62.795,2

4,22

4,23

Piacenza

7.994,4

0,54

0,52

Napoli

50.564,3

3,39

3,47

Ferrara

7.893,3

0,53

0,54

Brescia

36.362,6

2,44

2,37

Livorno

7.865,0

0,53

0,54

Bologna

35.972,4

2,41

2,26

Potenza

7.606,9

0,51

0,48

Firenze

32.056,1

2,15

2,11

Siena

7.100,3

0,48

0,48

Bergamo

30.633,8

2,06

2,10

Prato

7.020,1

0,47

0,44

Padova

26.740,7

1,80

1,78

Trieste

6.960,1

0,47

0,44

Verona

26.605,4

1,79

1,72

Pescara

6.836,3

0,46

0,48

Treviso

25.053,8

1,68

1,61

Savona

6.681,7

0,45

0,48

Genova

24.850,3

1,67

1,69

Macerata

6.650,7

0,45

0,48

Vicenza

24.545,5

1,65

1,62

Avellino

6.544,3

0,44

0,47

Bari

24.164,2

1,62

1,54

Pistoia

6.382,4

0,43

0,44

Modena

23.258,4

1,56

1,42

L'Aquila

6.326,6

0,42

0,45

Venezia

22.987,7

1,54

1,53

Trapani

6.137,5

0,41

0,42

Varese

22.833,6

1,53

1,55

Teramo

6.116,2

0,41

0,44

Monza e della Brianza

21.673,6

1,45

1,50

Siracusa

6.055,1

0,41

0,45

Bolzano/Bozen

20.953,4

1,41

1,26

Viterbo

5.961,0

0,40

0,41

Palermo

20.418,7

1,37

1,40

Catanzaro

5.928,7

0,40

0,43

Salerno

17.880,2

1,20

1,16

Brindisi

5.764,1

0,39

0,42

Catania

17.605,9

1,18

1,19

Agrigento

5.703,3

0,38

0,40

Trento

17.559,0

1,18

1,14

La Spezia

5.494,2

0,37

0,39

Reggio nell'Emilia

16.166,6

1,09

1,05

Belluno

5.347,9

0,36

0,37

Cuneo

15.938,3

1,07

1,08

Lodi

5.210,2

0,35

0,35

Parma

14.912,1

1,00

0,92

Barletta-Andria-Trani

5.141,2

0,35

0,36

Perugia

14.889,4

1,00

1,03

Ragusa

5.096,9

0,34

0,37

Como

14.327,8

0,96

1,02

Rovigo

4.905,5

0,33

0,37

Udine

14.276,0

0,96

0,94

Asti

4.881,2

0,33

0,32

Caserta

12.632,3

0,85

0,87

Grosseto

4.827,0

0,32

0,32

Ancona

12.008,7

0,81

0,83

Terni

4.816,4

0,32

0,33

Lecce

11.343,7

0,76

0,76

Sud Sardegna

4.442,0

0,30

0,32

Pisa

11.210,4

0,75

0,75

Sondrio

4.377,6

0,29

0,33

Latina

11.200,3

0,75

0,73

Imperia

4.325,7

0,29

0,31

Pavia

10.922,6

0,73

0,79

Benevento

4.233,9

0,28

0,29

Forlì-Cesena

10.913,8

0,73

0,72

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

4.182,3

0,28

0,29

Mantova

10.899,0

0,73

0,72

Ascoli Piceno

4.154,9

0,28

0,31

Ravenna

10.721,7

0,72

0,73

Massa-Carrara

4.080,8

0,27

0,27

Cagliari

10.655,2

0,72

0,68

Biella

4.056,6

0,27

0,29

Alessandria

9.884,8

0,66

0,71

Campobasso

4.032,5

0,27

0,30

Lucca

9.652,0

0,65

0,65

Vercelli

3.935,8

0,26

0,29

Messina

9.591,8

0,64

0,70

Fermo

3.604,7

0,24

0,25

Foggia

9.473,7

0,64

0,63

Caltanissetta

3.529,4

0,24

0,27

Cremona

9.454,2

0,63

0,62

Gorizia

3.337,4

0,22

0,23

Cosenza

9.381,7

0,63

0,68

Nuoro

3.315,1

0,22

0,24

Novara

9.292,0

0,62

0,60

Matera

3.296,6

0,22

0,22

Frosinone

9.209,3

0,62

0,66

Verbano-Cusio-Ossola

3.293,7

0,22

0,23

Taranto

9.165,8

0,62

0,64

Rieti

2.626,7

0,18

0,18

Lecco

9.035,8

0,61

0,58

Crotone

2.475,2

0,17

0,18

Chieti

8.537,7

0,57

0,59

Oristano

2.473,6

0,17

0,17

Rimini

8.530,2

0,57

0,57

Enna

2.289,1

0,15

0,16

Pordenone

8.423,5

0,57

0,56

Vibo Valentia

2.091,6

0,14

0,15

Sassari

8.297,6

0,56

0,62

Isernia

1.542,5

0,10

0,11

Arezzo

8.235,4

0,55

0,56

 

 

 

 

Fonte: Elaborazione Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere su dati Istat e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne

 

Le province italiane classificate secondo la variazione di posizioni nelle classifica del valore aggiunto a prezzi base e correnti procapite fra 2011 e 2020

Provincia

Variazione di posizioni

Valore aggiunto procapite 2011 (euro)

Valore aggiunto procapite 2020 (euro)

Numero indice valore aggiunto procapite (2011=100)

Provincia

Variazione di posizioni

Valore aggiunto procapite 2011 (euro)

Valore aggiunto procapite 2020 (euro)

Numero indice valore aggiunto procapite (2011=100)

Potenza

13

18.783,46

21.352,01

113,7

Latina

0

19.700,66

19.934,09

101,2

Udine

10

25.950,85

27.195,32

104,8

L'Aquila

0

21.628,75

21.548,72

99,6

Grosseto

10

21.074,99

22.029,80

104,5

Isernia

0

18.846,34

18.688,61

99,2

Lecco

10

25.548,73

27.071,47

106,0

Sud Sardegna

0

12.954,44

12.968,01

100,1

Prato

10

26.002,16

27.362,26

105,2

Savona

-1

24.833,11

24.719,73

99,5

Asti

9

21.673,83

23.152,32

106,8

La Spezia

-1

25.763,99

25.380,05

98,5

Cagliari

9

23.620,07

25.280,43

107,0

Venezia

-1

26.536,50

27.175,92

102,4

Cremona

8

25.293,69

26.721,74

105,6

Firenze

-1

31.606,30

32.355,14

102,4

Salerno

8

15.513,06

16.581,26

106,9

Perugia

-1

23.061,34

23.084,04

100,1

Novara

7

24.072,17

25.556,29

106,2

Viterbo

-1

19.085,47

19.331,03

101,3

Massa-Carrara

7

19.946,67

21.391,85

107,2

Caserta

-1

14.026,46

13.841,53

98,7

Oristano

6

15.145,11

16.052,05

106,0

Napoli

-1

16.665,22

16.709,75

100,3

Trieste

5

27.907,15

30.201,23

108,2

Catanzaro

-1

17.729,29

17.040,11

96,1

Arezzo

5

23.667,20

24.363,56

102,9

Reggio Calabria

-1

15.154,77

15.395,27

101,6

Foggia

5

14.572,11

15.680,81

107,6

Messina

-1

15.905,91

15.684,34

98,6

Bari

5

18.115,25

19.701,56

108,8

Vibo Valentia

-1

13.690,02

13.584,20

99,2

Treviso

4

27.125,74

28.444,46

104,9

Barletta-Andria-Trani

-1

13.378,50

13.397,48

100,1

Piacenza

4

26.930,91

28.025,69

104,1

Imperia

-2

21.206,51

20.698,70

97,6

Modena

4

30.292,45

32.948,73

108,8

Pistoia

-2

22.313,03

21.913,21

98,2

Ferrara

4

22.304,21

22.996,56

103,1

Biella

-2

23.696,57

23.448,14

99,0

Terni

4

21.413,37

21.638,93

101,1

Lodi

-2

22.990,08

22.988,20

100,0

Chieti

4

22.061,68

22.609,22

102,5

Fermo

-2

21.268,89

21.081,20

99,1

Matera

4

16.239,44

16.979,04

104,6

Alessandria

-3

24.025,63

23.841,45

99,2

Enna

4

13.452,83

14.381,20

106,9

Trento

-3

32.109,06

32.213,35

100,3

Vicenza

3

27.691,40

28.780,99

103,9

Pesaro e Urbino

-3

22.979,59

22.591,77

98,3

Lucca

3

24.271,25

25.292,80

104,2

Frosinone

-3

19.820,43

19.368,20

97,7

Rieti

3

16.964,45

17.271,63

101,8

Teramo

-3

20.928,41

20.195,16

96,5

Benevento

3

14.757,61

15.636,38

106,0

Brindisi

-3

15.417,84

15.016,63

97,4

Lecce

3

13.862,98

14.546,22

104,9

Cosenza

-3

14.052,30

13.643,25

97,1

Verbano-Cusio-Ossola

3

20.756,02

21.155,12

101,9

Caltanissetta

-3

14.432,47

13.875,35

96,1

Mantova

2

26.103,85

26.894,36

103,0

Cuneo

-4

27.129,58

27.280,76

100,6

Verona

2

27.989,26

28.808,81

102,9

Varese

-4

26.202,44

25.876,62

98,8

Parma

2

31.470,99

32.828,79

104,3

Padova

-4

28.428,07

28.703,74

101,0

Bologna

2

34.081,37

35.249,09

103,4

Macerata

-4

22.062,99

21.514,99

97,5

Ancona

2

25.746,97

25.756,60

100,0

Siena

-4

26.436,72

26.859,16

101,6

Livorno

2

23.280,44

23.780,39

102,1

Roma

-4

35.130,02

32.816,19

93,4

Pordenone

2

26.341,21

27.191,90

103,2

Campobasso

-4

19.256,62

18.669,28

96,9

Torino

1

27.493,20

28.261,04

102,8

Sassari

-4

18.940,10

17.188,95

90,8

Brescia

1

28.200,01

29.055,02

103,0

Vercelli

-5

23.919,86

23.387,12

97,8

Belluno

1

25.964,12

26.679,08

102,8

Pisa

-5

26.685,56

26.865,88

100,7

Gorizia

1

23.791,65

24.306,94

102,2

Pescara

-5

22.355,78

21.666,26

96,9

Avellino

1

15.897,72

16.033,51

100,9

Ravenna

-6

28.019,18

27.694,61

98,8

Taranto

1

16.114,68

16.308,69

101,2

Rimini

-6

26.102,64

25.377,09

97,2

Trapani

1

14.155,46

14.619,63

103,3

Como

-7

25.473,54

24.033,70

94,3

Palermo

1

16.548,95

16.755,35

101,2

Bergamo

-7

28.419,11

27.751,18

97,6

Agrigento

1

13.070,82

13.525,65

103,5

Pavia

-7

21.573,14

20.314,87

94,2

Catania

1

16.126,10

16.458,76

102,1

Ascoli Piceno

-7

21.474,38

20.230,83

94,2

Nuoro

1

16.090,11

16.244,30

101,0

Ragusa

-8

17.447,24

16.166,35

92,7

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

0

34.159,66

33.602,14

98,4

Crotone

-8

15.914,43

14.768,33

92,8

Genova

0

28.770,34

30.247,93

105,1

Rovigo

-10

22.350,02

21.264,38

95,1

Milano

0

47.057,22

47.495,28

100,9

Siracusa

-10

16.250,81

15.610,11

96,1

Bolzano/Bozen

0

36.780,51

39.298,94

106,8

Monza e della Brianza

-12

26.332,29

24.946,41

94,7

Reggio nell'Emilia

0

29.591,18

30.619,72

103,5

Sondrio

-20

26.809,70

24.342,84

90,8

Forlì-Cesena

0

27.070,44

27.669,62

102,2

ITALIA

 

24.670,21

25.073,59

101,6

Fonte: Elaborazione Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere su dati Istat e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne


 


 

Le province italiane classificate secondo la variazione di posizioni nelle classifica del valore aggiunto a prezzi base e correnti procapite fra 2019 e 2020

Provincia

Variazione di posizioni

Valore aggiunto procapite 2019 (euro)

Valore aggiunto procapite 2020 (euro)

Numero indice valore aggiunto procapite (2019=100)

Provincia

Variazione di posizioni

Valore aggiunto procapite 2019 (euro)

Valore aggiunto procapite 2020 (euro)

Numero indice valore aggiunto procapite (2019=100)

Grosseto

9

22.899,24

22.029,80

96,2

Gorizia

0

26.223,43

24.306,94

92,7

Asti

7

23.722,67

23.152,32

97,6

Reggio nell'Emilia

0

33.431,54

30.619,72

91,6

Udine

7

28.566,69

27.195,32

95,2

Bologna

0

37.730,68

35.249,09

93,4

Pordenone

7

28.518,07

27.191,90

95,3

Roma

0

34.973,29

32.816,19

93,8

Taranto

6

16.828,07

16.308,69

96,9

Latina

0

20.985,35

19.934,09

95,0

Caltanissetta

6

13.971,65

13.875,35

99,3

Teramo

0

21.674,37

20.195,16

93,2

Ragusa

6

16.737,22

16.166,35

96,6

Cosenza

0

14.540,91

13.643,25

93,8

Treviso

5

30.163,13

28.444,46

94,3

Oristano

0

17.081,89

16.052,05

94,0

Cuneo

4

29.298,88

27.280,76

93,1

Biella

0

25.043,02

23.448,14

93,6

Savona

4

25.988,75

24.719,73

95,1

Trieste

-1

32.733,64

30.201,23

92,3

Varese

4

27.448,06

25.876,62

94,3

Piacenza

-1

30.353,62

28.025,69

92,3

Lucca

4

26.315,43

25.292,80

96,1

Massa-Carrara

-1

23.170,07

21.391,85

92,3

Livorno

4

24.667,92

23.780,39

96,4

Frosinone

-1

20.829,31

19.368,20

93,0

Terni

4

22.986,86

21.638,93

94,1

Napoli

-1

17.858,84

16.709,75

93,6

Benevento

4

15.993,42

15.636,38

97,8

Lecce

-1

15.527,08

14.546,22

93,7

Salerno

4

17.085,97

16.581,26

97,0

Matera

-1

18.360,50

16.979,04

92,5

Chieti

4

23.721,55

22.609,22

95,3

Catanzaro

-1

18.652,22

17.040,11

91,4

Enna

4

14.441,79

14.381,20

99,6

Vercelli

-2

25.289,75

23.387,12

92,5

Novara

3

27.378,78

25.556,29

93,3

La Spezia

-2

27.906,52

25.380,05

90,9

Venezia

3

29.086,87

27.175,92

93,4

Como

-2

26.255,15

24.033,70

91,5

Ravenna

3

29.670,68

27.694,61

93,3

Vicenza

-2

31.454,63

28.780,99

91,5

Rieti

3

17.881,41

17.271,63

96,6

Pistoia

-2

24.068,01

21.913,21

91,0

Lecco

3

28.686,89

27.071,47

94,4

Arezzo

-2

26.613,76

24.363,56

91,5

Verbano-Cusio-Ossola

3

22.184,29

21.155,12

95,4

Campobasso

-2

19.875,23

18.669,28

93,9

Imperia

2

22.155,62

20.698,70

93,4

Foggia

-2

16.935,10

15.680,81

92,6

Brescia

2

31.224,99

29.055,02

93,1

Sassari

-2

19.152,64

17.188,95

89,7

Parma

2

34.915,32

32.828,79

94,0

Rimini

-2

27.668,34

25.377,09

91,7

Ancona

2

27.451,09

25.756,60

93,8

Prato

-2

30.207,19

27.362,26

90,6

L'Aquila

2

23.032,70

21.548,72

93,6

Crotone

-2

16.567,66

14.768,33

89,1

Pescara

2

23.257,15

21.666,26

93,2

Vibo Valentia

-2

14.788,50

13.584,20

91,9

Trapani

2

15.032,90

14.619,63

97,3

Sud Sardegna

-2

14.193,28

12.968,01

91,4

Palermo

2

17.392,01

16.755,35

96,3

Bergamo

-3

30.590,79

27.751,18

90,7

Messina

2

16.739,85

15.684,34

93,7

Cremona

-3

29.090,22

26.721,74

91,9

Catania

2

17.129,99

16.458,76

96,1

Ferrara

-3

25.034,75

22.996,56

91,9

Cagliari

2

26.530,20

25.280,43

95,3

Ascoli Piceno

-3

22.815,10

20.230,83

88,7

Isernia

2

19.084,94

18.688,61

97,9

Firenze

-3

35.649,16

32.355,14

90,8

Torino

1

30.346,79

28.261,04

93,1

Pisa

-3

29.448,08

26.865,88

91,2

Genova

1

32.502,10

30.247,93

93,1

Caserta

-3

15.213,91

13.841,53

91,0

Modena

1

35.420,67

32.948,73

93,0

Siracusa

-3

16.888,70

15.610,11

92,4

Forlì-Cesena

1

30.023,80

27.669,62

92,2

Sondrio

-4

26.965,06

24.342,84

90,3

Perugia

1

24.621,01

23.084,04

93,8

Pavia

-4

22.940,65

20.314,87

88,6

Viterbo

1

19.510,07

19.331,03

99,1

Mantova

-4

29.624,83

26.894,36

90,8

Bari

1

20.323,87

19.701,56

96,9

Potenza

-4

23.632,76

21.352,01

90,3

Reggio Calabria

1

16.160,47

15.395,27

95,3

Nuoro

-4

17.397,48

16.244,30

93,4

Agrigento

1

14.013,35

13.525,65

96,5

Pesaro e Urbino

-5

25.007,46

22.591,77

90,3

Lodi

1

24.244,13

22.988,20

94,8

Siena

-5

29.463,96

26.859,16

91,2

Fermo

1

22.580,33

21.081,20

93,4

Avellino

-5

17.287,66

16.033,51

92,7

Alessandria

0

25.848,65

23.841,45

92,2

Barletta-Andria-Trani

-5

14.918,40

13.397,48

89,8

Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste

0

36.109,27

33.602,14

93,1

Monza e della Brianza

-7

28.161,09

24.946,41

88,6

Milano

0

50.330,33

47.495,28

94,4

Rovigo

-8

23.886,56

21.264,38

89,0

Bolzano/Bozen

0

43.218,39

39.298,94

90,9

Macerata

-8

24.379,97

21.514,99

88,2

Trento

0

34.659,99

32.213,35

92,9

Brindisi

-10

17.164,57

15.016,63

87,5

Verona

0

31.225,83

28.808,81

92,3

Belluno

-13

30.284,26

26.679,08

88,1

Padova

0

31.155,80

28.703,74

92,1

ITALIA

 

26.882,05

25.073,59

93,3

Fonte: Elaborazione Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere su dati Istat e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne


 


 

Distribuzione percentuale del valore aggiunto a prezzi base e correnti per branca di attività economica per provincia. Anni 2010 e 2019

Province e regioni

2010

2019

Agricoltura, silvicoltura e pesca

Industria in senso stretto

Costruzioni

Commercio,
Turismo,
Informazione e
comunicazione

Altri servizi

Agricoltura, silvicoltura e pesca

Industria in senso stretto

Costruzioni

Commercio,
Turismo,
Informazione e
comunicazione

Altri servizi

Torino

0,5

22,0

4,9

25,9

46,6

0,6

23,3

3,6

24,9

47,6

Vercelli

2,7

24,4

6,0

21,2

45,7

2,4

30,6

5,0

17,8

44,2

Novara

1,0

28,3

6,5

21,0

43,2

0,9

29,4

4,7

21,7

43,2

Cuneo

4,5

25,2

7,2

21,9

41,1

5,1

28,1

5,8

19,1

41,8

Asti

4,0

26,1

6,4

19,7

43,8

5,3

23,4

5,8

20,7

44,8

Alessandria

1,9

21,1

7,1

26,0

43,8

2,0

23,3

5,6

26,5

42,6

Biella

0,8

25,6

5,6

19,9

48,1

0,9

28,2

4,2

18,8

47,9

Verbano-Cusio-Ossola

0,5

20,6

6,8

23,8

48,3

0,7

18,5

6,2

25,9

48,6

PIEMONTE

1,5

23,2

5,7

24,3

45,3

1,7

24,8

4,4

23,4

45,8

VALLE D'AOSTA/VALLÉE D'AOSTE

1,2

13,4

8,2

22,2

55,0

1,2

12,9

5,6

26,5

53,8

Varese

0,4

29,2

4,7

22,5

43,3

0,5

28,3

3,9

23,6

43,7

Como

0,7

23,8

6,0

24,0

45,5

0,9

26,5

4,9

21,6

46,1

Sondrio

1,4

18,9

7,5

23,3

48,9

1,8

21,1

6,4

24,6

46,1

Milano

0,1

16,0

4,1

31,4

48,3

0,2

14,7

2,9

31,7

50,6

Bergamo

1,2

30,4

8,3

18,0

42,1

1,3

32,8

6,4

19,2

40,3

Brescia

2,2

29,1

6,7

19,5

42,5

2,2

32,7

4,8

19,0

41,3

Pavia

2,2

21,7

6,0

20,0

50,2

2,8

22,4

4,9

19,2

50,7

Cremona

4,8

25,5

5,1

20,7

43,9

4,8

29,2

3,6

21,6

40,8

Mantova

5,7

30,1

4,7

19,2

40,3

5,6

31,1

4,1

17,9

41,4

Lecco

0,7

34,1

6,1

18,0

41,1

0,9

36,4

4,9

17,3

40,5

Lodi

3,0

22,6

5,5

22,4

46,5

3,4

24,2

3,3

22,5

46,6

Monza e della Brianza

0,2

28,1

5,4

22,6

43,7

0,3

26,6

4,5

25,5

43,2

LOMBARDIA

1,0

22,5

5,3

25,5

45,7

1,1

22,7

3,9

25,9

46,4

Bolzano/Bozen

4,9

14,9

6,5

28,0

45,7

4,8

17,4

5,8

28,1

43,9

Trento

3,4

15,8

5,9

22,9

52,0

3,9

18,0

4,7

24,0

49,3

TRENTINO-ALTO ADIGE/SÜDTIROL

4,2

15,4

6,2

25,5

48,7

4,4

17,7

5,3

26,3

46,3

Verona

3,1

20,6

6,0

27,6

42,7

3,2

21,5

4,1

29,3

42,0

Vicenza

1,2

35,9

5,3

19,5

38,0

1,2

38,9

4,3

18,5

37,1

Belluno

1,5

32,5

6,3

19,6

40,1

1,2

29,4

4,9

25,9

38,6

Treviso

2,1

30,6

6,0

19,2

42,1

2,7

31,4

5,2

19,0

41,6

Venezia

1,4

16,9

6,9

29,5

45,4

1,3

17,7

5,2

31,0

44,8

Padova

1,4

23,5

5,6

25,9

43,7

1,3

24,8

4,5

25,5

43,9

Rovigo

3,7

23,4

7,4

23,1

42,4

3,4

24,7

5,9

22,2

43,8

VENETO

1,9

25,6

6,0

24,1

42,3

2,0

26,9

4,7

24,6

41,8

Udine

1,4

23,4

5,3

21,1

48,9

1,8

24,4

5,0

22,2

46,5

Gorizia

1,1

24,1

4,8

22,9

47,0

1,8

27,8

4,1

20,6

45,7

Trieste

0,2

11,3

4,0

24,2

60,2

0,2

15,3

3,1

26,9

54,5

Pordenone

2,6

31,9

4,4

17,1

44,0

3,0

31,6

4,0

18,1

43,3

FRIULI-VENEZIA GIULIA

1,4

23,1

4,8

20,9

49,7

1,8

24,6

4,3

22,0

47,4

Imperia

7,2

7,2

7,0

28,0

50,6

5,7

7,3

5,4

27,8

53,7

Savona

1,9

17,6

7,5

24,8

48,2

1,6

18,0

5,2

25,5

49,6

Genova

0,2

12,7

5,0

32,0

50,2

0,3

14,5

4,0

31,4

49,8

La Spezia

0,8

16,7

4,8

24,9

52,8

0,6

14,8

3,8

25,0

55,8

LIGURIA

1,3

13,5

5,6

29,5

50,2

1,1

14,3

4,3

29,3

51,0

Piacenza

3,4

23,0

5,4

25,1

43,1

3,3

24,4

3,7

25,7

42,9

Parma

2,2

29,6

5,8

19,9

42,4

2,3

31,4

4,9

20,6

40,8

Reggio nell'Emilia

2,3

31,7

6,1

19,7

40,3

2,3

36,3

3,2

17,9

40,3

Modena

1,6

31,8

5,1

20,4

41,0

1,5

36,3

4,2

18,6

39,3

Bologna

1,0

22,3

4,4

24,8

47,5

1,0

24,6

3,4

24,4

46,6

Ferrara

4,9

19,9

4,6

20,8

49,9

5,4

21,8

3,8

20,1

48,9

Ravenna

4,4

20,6

7,6

23,7

43,7

4,9

20,4

4,5

24,2

46,0

Forlì-Cesena

4,3

19,3

7,5

25,3

43,7

4,5

23,7

4,8

23,3

43,7

Rimini

1,3

13,2

5,5

30,7

49,2

1,1

15,5

4,1

30,5

48,8

EMILIA-ROMAGNA

2,3

24,8

5,5

23,0

44,4

2,4

27,6

4,0

22,3

43,7

Massa-Carrara

0,8

15,2

7,5

24,5

52,0

0,8

18,2

5,2

26,3

49,5

Lucca

1,1

23,7

7,0

22,4

45,8

1,1

24,1

5,1

23,8

45,8

Pistoia

9,1

15,6

5,9

21,5

48,0

8,4

17,9

4,4

22,8

46,4

Firenze

0,9

21,4

3,7

25,9

48,2

1,0

20,8

3,1

25,9

49,2

Livorno

1,1

15,1

5,8

27,4

50,6

1,1

12,6

4,0

30,8

51,4

Pisa

1,3

21,6

5,1

24,5

47,5

1,4

21,9

4,3

23,9

48,4

Arezzo

3,1

28,1

5,8

20,6

42,4

3,5

28,0

5,0

20,3

43,3

Siena

4,7

16,2

5,4

22,2

51,5

5,5

17,6

4,1

22,5

50,4

Grosseto

6,2

10,0

6,5

24,8

52,4

7,3

9,4

4,8

25,8

52,6

Prato

0,4

24,6

5,2

23,9

45,8

0,5

29,5

3,4

21,7

45,0

TOSCANA

2,2

20,3

5,2

24,3

48,0

2,3

20,8

4,0

24,6

48,3

Perugia

2,2

18,8

6,7

22,2

50,1

2,6

20,0

4,7

24,4

48,3

Terni

2,8

21,0

7,9

22,1

46,3

3,4

21,8

5,3

24,0

45,4

UMBRIA

2,4

19,4

7,0

22,2

49,1

2,8

20,4

4,8

24,3

47,6

Pesaro e Urbino

1,3

25,2

6,6

21,2

45,7

1,4

27,6

4,0

21,5

45,4

Ancona

1,5

25,5

5,0

22,0

45,9

1,6

24,7

3,6

23,9

46,2

Macerata

1,6

26,6

6,8

20,9

44,2

1,9

25,9

5,2

23,0

44,1

Ascoli Piceno

2,7

21,4

7,4

22,5

46,0

3,1

21,0

2,4

24,4

49,1

Fermo

1,8

34,9

4,7

18,2

40,4

2,1

31,4

4,0

20,3

42,3

MARCHE

1,6

26,1

6,0

21,2

45,0

1,8

25,9

3,9

22,8

45,6

Viterbo

6,8

11,1

6,6

21,4

54,1

7,5

10,2

4,9

22,1

55,4

Rieti

4,5

9,3

7,5

18,5

60,1

4,8

10,7

5,0

19,8

59,7

Roma

0,4

8,4

4,5

28,0

58,7

0,4

8,4

3,2

30,2

57,8

Latina

4,6

17,0

7,1

22,9

48,4

4,9

20,4

5,2

21,9

47,6

Frosinone

1,9

19,0

8,5

21,3

49,2

1,8

23,1

5,7

21,7

47,7

LAZIO

1,0

9,7

5,0

26,9

57,4

1,0

10,1

3,6

28,8

56,5

L'Aquila

3,2

15,1

7,8

18,9

55,0

4,1

12,9

7,0

19,5

56,5

Teramo

2,0

21,0

7,5

21,5

48,0

2,6

23,4

6,7

20,9

46,5

Pescara

1,7

14,8

6,1

24,7

52,7

1,9

15,5

3,9

24,7

54,0

Chieti

2,3

27,5

6,4

19,2

44,7

3,5

27,8

4,8

19,1

44,8

ABRUZZO

2,3

20,1

6,9

21,0

49,8

3,0

20,4

5,5

21,0

50,1

Campobasso

3,9

16,2

6,1

19,1

54,8

5,4

15,5

5,2

22,2

51,7

Isernia

4,3

14,6

10,3

17,4

53,4

4,7

14,5

7,2

20,4

53,3

MOLISE

4,0

15,8

7,2

18,6

54,4

5,2

15,2

5,7

21,7

52,2

Caserta

4,4

12,0

7,3

20,9

55,4

4,0

12,0

5,8

23,6

54,5

Benevento

6,0

11,6

7,1

19,8

55,5

6,2

13,0

6,1

19,6

55,0

Napoli

1,0

10,6

5,3

28,8

54,3

1,0

12,4

4,7

29,9

51,9

Avellino

3,4

19,4

6,7

19,1

51,5

3,4

17,0

5,8

20,6

53,1

Salerno

4,8

12,6

5,9

23,0

53,7

4,2

12,9

5,1

28,2

49,7

CAMPANIA

2,6

11,8

5,9

25,5

54,2

2,5

12,8

5,1

27,5

52,1

Foggia

7,1

10,2

6,5

22,0

54,2

9,6

12,3

4,8

23,4

50,0

Bari

2,5

13,6

6,5

25,8

51,6

2,3

14,3

5,3

27,5

50,6

Taranto

4,7

16,3

5,0

18,5

55,4

4,4

13,8

3,5

20,4

57,8

Brindisi

3,5

18,1

6,1

21,0

51,3

4,1

17,1

4,9

23,4

50,5

Lecce

2,3

10,5

7,6

22,7

56,9

2,2

11,6

6,0

24,4

55,7

Barletta-Andria-Trani

3,1

14,0

6,5

22,9

53,4

5,5

14,8

5,1

23,0

51,6

PUGLIA

3,6

13,4

6,5

22,9

53,6

4,1

13,8

5,0

24,6

52,5

Potenza

3,2

25,0

6,4

18,4

47,0

3,6

32,1

5,2

18,5

40,7

Matera

7,9

12,4

8,5

18,9

52,2

8,4

14,5

5,8

21,9

49,4

BASILICATA

4,6

21,1

7,1

18,6

48,7

5,0

26,9

5,4

19,5

43,2

Cosenza

3,2

8,2

6,2

23,0

59,4

4,0

7,3

4,5

24,3

60,0

Catanzaro

3,5

9,0

7,2

24,4

55,8

4,7

8,1

4,5

23,8

58,9

Reggio Calabria

5,0

5,9

5,5

30,4

53,2

5,6

5,1

3,9

31,1

54,3

Crotone

6,0

21,4

5,9

18,7

48,0

10,6

17,6

4,5

18,4

48,8

Vibo Valentia

3,9

8,2

7,7

24,9

55,2

7,3

8,2

4,3

22,6

57,6

CALABRIA

4,1

8,9

6,3

25,2

55,5

5,5

7,9

4,3

25,5

56,9

Trapani

4,8

8,9

5,6

22,0

58,8

5,6

8,5

4,1

23,2

58,6

Palermo

2,0

7,6

5,0

24,3

61,1

2,0

6,7

3,2

26,0

62,1

Messina

1,9

9,5

5,1

23,7

59,8

2,4

8,0

4,3

25,5

59,8

Agrigento

5,3

9,7

6,6

19,9

58,6

6,6

7,9

4,2

21,7

59,6

Caltanissetta

4,3

14,0

6,8

19,2

55,6

5,9

6,1

5,4

22,0

60,7

Enna

4,6

9,6

6,3

17,8

61,7

5,5

8,4

4,8

20,5

60,8

Catania

3,2

10,6

6,0

24,9

55,4

3,2

9,5

4,2

27,1

56,0

Ragusa

7,5

10,0

5,8

20,1

56,7

8,7

9,1

4,6

25,5

52,1

Siracusa

6,0

17,1

6,1

18,1

52,6

6,8

12,4

5,0

20,3

55,5

SICILIA

3,6

10,1

5,7

22,6

58,0

4,1

8,4

4,1

24,8

58,6

Sassari

2,9

9,9

7,0

24,9

55,2

3,6

7,3

5,2

25,8

58,1

Nuoro

5,3

12,1

6,0

19,3

57,2

6,8

9,0

4,5

22,1

57,5

Cagliari

0,6

11,1

5,6

24,1

58,5

0,7

10,4

4,1

27,6

57,2

Oristano

8,1

9,9

6,4

21,2

54,4

9,4

7,7

3,6

24,2

55,0

Sud Sardegna

8,0

12,5

7,3

20,6

51,6

9,0

10,8

4,3

21,1

54,8

SARDEGNA

3,7

11,0

6,4

23,0

56,0

4,3

9,2

4,5

25,2

56,9

NORD-OVEST

1,1

21,8

5,4

25,5

46,1

1,2

22,4

4,1

25,6

46,7

NORD-EST

2,3

23,9

5,7

23,5

44,5

2,4

25,9

4,4

23,7

43,6

CENTRO

1,5

15,3

5,3

25,2

52,7

1,6

15,8

3,8

26,6

52,2

SUD E ISOLE

3,3

12,4

6,2

23,4

54,7

3,7

12,4

4,8

25,0

54,0

ITALIA

2,0

18,7

5,6

24,5

49,2

2,1

19,6

4,3

25,2

48,8

Fonte: Elaborazione Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne-Unioncamere su dati Istat e Centro Studi delle Camere di Commercio Guglielmo Tagliacarne

1 https://www.istat.it/it/archivio/241341.

2 Per questioni legate alla riservatezza dei dati statistici Istat non ha diffuso i dati per tutti i comuni. Pertanto, sono stati presi in considerazione solamente quei comuni per i quali si disponeva di tutte e 4 le informazioni (addetti attivi dell’industria, addetti attivi dei servizi, addetti sospesi dell’industria, addetti sospesi dei servizi).

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