
Per quest’anno le medie imprese italiane stimano un incremento del giro d’affari del 2,5% (nel 2025 la stima era del +0,3%). Ma pesa l’incertezza globale, che per il 73,9% delle Mid-Cap italiane potrebbe frenare le proprie prospettive di business. Volatilità dei costi energetici e delle materie prime e tensioni geopolitiche internazionali sono considerati i principali fattori di rischio. E’ quanto si legge nell’articolo “Medie imprese crescono, ma temono l’incertezza globale” di Loredana Capuozzo, pubblicato sul magazine di Unioncamere “Economia & Imprese”.
Il servizio prende spunto Rapporto sulle medie imprese industriali italiane” realizzato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere insieme al Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica”.
Crescita costante
Tra il 1996 e il 2024 il sistema delle medie aziende italiane è cresciuto costantemente, come dimostrano i dati:
- fatturato +178,3%;
- vendite estere +290,7%;
- occupati +47,2%
Ad oggi questa realtà è composta da quasi 3.500 unità che generano il 16% del giro d’affari dell’industria manifatturiera italiana e il 13% delle esportazioni e dell’occupazione complessiva. Le Mid-Cap rappresentano un punto di forza del capitalismo familiare del Belpaese. Il 65% di queste imprese fa capo a un’unica famiglia o persona fisica e il 22% è controllato da più soggetti legati comunque da un rapporto di parentela.
Per Giuseppe Molinari, presidente del Centro Studi Tagliacarne, “la competitività futura passa dalla continuità di questo modello imprenditoriale con una trasformazione più profonda, fatta di investimenti nelle tecnologie più avanzate e nel capitale umano”.
