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Servizi di prossimità a portata di mano per un italiano su tre, meglio in Puglia (47,3%) peggio in Valle d’Aosta (23,8%), over 70 più penalizzati

Roma, 17 aprile 2026 – Il 35,7% della popolazione può mediamente raggiungere a piedi, entro 15 minuti dalla propria abitazione, i servizi di prossimità necessari alla propria vita quotidiana: dal supermercato al parrucchiere sino alla palestra. A essere più serviti in tempi brevi sono soprattutto gli abitanti della Puglia (47,3%), Campania (42,5%) e Lazio (41,2%). Mentre a fare più fatica a soddisfare i propri fabbisogni “giornalieri” senza ricorrere sistematicamente all’auto sono gli abitanti della Valle d’Aosta (23,8%), Molise (24,5%) e Umbria (24,7%). 

È quanto emerge dall’analisi realizzata dal Centro Studi Tagliacarne attraverso il progetto Urban Pulse 15 che permette di misurare l’accessibilità dei servizi privati in base ai tempi di percorrenza a piedi della popolazione dalla propria abitazione secondo il concetto di “Città dei 15 minuti” teorizzato dallo urbanista franco-colombiano Carlos Moreno e reso popolare da numerosi sindaci di città europee.

A livello provinciale livelli più elevati di copertura si registrano a Barletta-Andria-Trani (56,1%), Bari (52,3%), Milano (51,1%) e Napoli (50,4%), caratterizzate da sistemi urbani più compatti e da una maggiore prossimità tra residenza e servizi. All’estremo opposto si collocano, invece, Belluno (16,0%), Rieti (17,4%) e Frosinone (18,6%), dove la maggiore dispersione insediativa e le caratteristiche morfologiche del territorio riducono l’accessibilità pedonale ai servizi di prossimità.

“La mappa della diffusione dei servizi privati rispetto alla popolazione nelle macro ripartizioni territoriali fa emergere una geografia inedita rispetto alla diffusione territoriale delle imprese”. Lo ha sottolineato il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito, secondo cui “il rapporto imprese/popolazione è più basso al Sud rispetto al Centro-nord, ma se guardiamo con l’ottica della copertura territoriale (e quindi della raggiungibilità) il discorso si inverte: via via che ci spostiamo dal Sud verso Nord si rileva una copertura decrescente dei servizi rispetto alla popolazione, che passano dal 39% del Mezzogiorno al 36% dell’Italia centrale fino al 28% del Nord-est”. Inoltre, ha aggiunto Esposito, “nell’Italia settentrionale emerge un modello di copertura dei servizi più diffuso nella parte occidentale e più modesto nel Nord-est. In particolare, la distanza di copertura a favore del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese è particolarmente elevata per i servizi relativi alla mobilità e per quelli della distribuzione commerciale, anche per effetto di una minore dimensione delle imprese. Anche i dati provinciali confermano questa situazione: solo tre province meridionali si classificano tra le ultime quindici posizioni della graduatoria decrescente per copertura dei servizi, mentre ben dieci si posizionano tra le prime quindici. Per quanto riguarda i servizi relativi alla cultura e all’intrattenimento, invece, a spiccare per una condizione di raggiungibilità è l’Italia Centro-Nord Occidentale, il che conferma che i minori livelli di reddito del Sud si traducono in più ridotti consumi culturali e di conseguenza in una minore diffusione della relativa offerta”.

Più raggiungibili i servizi alla persona, meno quelli per il tempo libero e formazione

Considerando la funzione sociale, più accessibili a piedi in 15 minuti dalla popolazione sono i servizi cosiddetti “Living” (45,3%) - ovvero quelli di quartiere e alla persona come i parrucchieri, le sartorie, gli uffici postali. Seguono i servizi Mobility (43,9%) - ovvero legati ai mezzi di trasporto personali dal meccanico al gommista -, Caring (41,8%) che includono i servizi sanitari, di cura e assistenza della persona e dell’infanzia, e Supplying 33,8% connessi al commercio alimentare e non alimentare. Più difficili da raggiungere da casa senza auto sono i servizi Enjoying (27,7%), cioè relativi al tempo libero, alla socialità, alla cultura, allo sport, e al Learning (21,7%) ovvero legati all’istruzione e alla formazione non obbligatoria. Un fenomeno che riflette la naturale concentrazione territoriale di queste attività, spesso localizzate nei centri urbani o in poli specifici.

In particolare, valori al top rispetto alla media nazionale si raggiungono in Puglia per i servizi appartenenti alla funzione Mobility, con oltre il 60% della popolazione che può raggiungerli entro 15 minuti a piedi, e, ancora in Puglia, insieme a Lazio e Lombardia per la funzione Living con quote superiori al 50%. Mentre le funzioni legate ad attività meno frequenti o più specializzate – come Learning ed Enjoying – mostrano livelli di copertura più contenuti in quasi tutte le regioni.

...ma a piedi si allungano i tempi per gli anziani 

L’accessibilità ai servizi tende a ridursi sensibilmente con l’aumentare dell’età della popolazione. Tenendo conto delle velocità differenziate di camminata, la quota della popolazione che può raggiungere mediamene i servizi di prossimità entro 15 minuti a piedi passa dal 37,8% tra i 15 e i 49 anni al 32,0% tra gli over 70. La riduzione è ancora più marcata per le funzioni meno diffuse sul territorio, come Enjoying che passa dal 29,3% tra i 15-49 anni al 24,7% tra gli over 70 e Learning dal 23,4% al 18,9%. 

Questi risultati evidenziano come l’accessibilità ai servizi di prossimità non dipenda soltanto dalla loro distribuzione territoriale, ma anche dalle caratteristiche demografiche della popolazione. Nei contesti in cui l’offerta di servizi è relativamente distante dai luoghi di residenza, le fasce di età più avanzate risultano infatti più penalizzate, con possibili implicazioni in termini di autonomia negli spostamenti e inclusione territoriale.

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