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L’economia delle relazioni: perché lo sviluppo nasce anche dall’associazionismo

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imprenditori, ma nasce soprattutto dalla qualità delle relazioni tra persone, imprese e istituzioni.
E’ uno dei passaggi dell’articolo “L’economia delle relazioni: perché lo sviluppo nasce anche dall’associazionismo” di Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, pubblicato sull’Huffpost. 
Fiducia, cooperazione e condivisione delle conoscenze rappresentano una spinta decisiva anche per la diffusione dell’innovazione. 
In questo contesto l’imprenditore non è il solo motore della crescita economica, che per attivarsi e consolidarsi ha bisogno di essere sostenuta da qualità delle relazioni, fiducia e reciprocità. 

Funzione strategica
Ed ecco che entra in gioco il ruolo delle associazioni economiche e dei corpi intermedi, che oltre a rappresentare interessi: 
accompagnano le imprese nella transizione digitale ed ecologica;

  • favoriscono l'internazionalizzazione;
  • rafforzano la competitività dei territori;
  • riducono l'incertezza che ostacola investimenti e crescita.

“Nell'economia globale non competono più soltanto le singole aziende, ma interi sistemi territoriali. Vince chi riesce a mettere in rete capitale umano, istituzioni, conoscenze e imprese”, evidenzia Esposito. 
Il vero vantaggio competitivo di un Paese risiede nella capacità di trasformare il talento individuale in un progetto collettivo.

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