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La crisi della rappresentanza e l’ascesa della disuguaglianza

Screenshot del titolo dell'articolo con una foto a tema lavoro sullo sfondo

Disuguaglianze in aumento, a livello globale, soprattutto per quel che riguarda gli aspetti economico-finanziari. E' quanto evidenzia il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito, nell'articolo "La crisi della rappresentanza e l’ascesa della disuguaglianza" pubblicato sull'Huffpost. 
Citando i dati del World Inequality Report mette in evidenza alcuni aspetti: 

  • il 10% più ricco della popolazione mondiale guadagna più del restante 90%; 
  • la metà più povera detiene meno del 10% del reddito globale; 
  • il 10% più ricco possiede circa i tre quarti della ricchezza globale; 
  • la metà più povera raggiunge appena il 2% della ricchezza globale;

A ciò si aggiunge il fatto che i più ricchi tra i ricchi, ovvero allo 0,001% della popolazione mondiale, hanno una ricchezza pari a tre volte quella posseduta complessivamente da metà dell’umanità.

Il tesoretto dei mercati
A fare la differenza sono i crescenti rendimenti dei mercati finanziari. Tra il 2020 e il 2024 i rendimenti delle azioni hanno superato la crescita del PIL di quattro o cinque volte. Ciò significa che ci possiede un capitale si arricchisce più velocemente. Un'altra spinta alle disuguaglianze reali è arrivata dall'inflazione, che ha contribuito a favorire i profitti a discapito delle retribuzioni. 
Gli stessi sistemi fiscali hanno perso la capacità di esercitare una funzione redistributiva, aumentando spesso la pressione sulle classi intermedie senza però riuscire a recuperare risorse da redistribuire dalle élite. Le quali riescono, in proporzione, a pagare meno tasse rispetto a famiglie con redditi inferiori grazie a sofisticati sistemi di elusione fiscale: dal rinvio della distribuzione dei dividendi e della realizzazione delle plusvalenze, fino all’uso di holding e strutture giuridiche complesse per accumulare redditi esenti.

Una questione politica
Esposito osserva come, oggi, "la rappresentanza unitaria della vecchia working class è bassa e in declino, mentre si afferma un sistema di partiti multi élite". La dialettica politica tra maggioranza e opposizione, prosegue, si concentra più sullo scontro tra posizioni che sulla costruzione di una visione ambiziosa (ma anche elettoralmente più rischiosa), capace di promuovere una società più equa e inclusiva".

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