torna al menu di scelta rapida

La produttività influenza i salari, o almeno in teoria. E se fosse il contrario?

Immagine di copertina per «»

La dinamica della produttività, uno dei nodi più complessi e controversi del funzionamento dei sistemi economici Anche se a prima vista, la misura della produttività può risultare quasi banale, essendo il rapporto tra produzione e risorse impiegate. Nel caso del lavoro, quanta produzione otteniamo per ogni ora o unità di lavoro. Ma dietro questa formula lineare si nasconde un universo di complessità. A sottolinearlo è Gaetano Fausto Esposito direttore generale del Centro Studi Tagliacarne nel suo articolo “La produttività influenza i salari, o almeno in teoria. E se fosse il contrario?” pubblicato sull’Huffington Post.  A partire dal Rapporto annuale elaborato dal Cnel con Istat e Banca d’Italia Esposito evidenzia come la produttività sia diventata, soprattutto nel dibattito economico-politico, “il parametro decisivo per stabilire se e quanto possano crescere i salari”. Quasi come se vi fosse una corrispondenza automatica: alta produttività = alti salari, bassa produttività = basse retribuzioni. “Ma, avverte il direttore, non si tratta di una questione semplice ed automatica”. 
Nell’articolo si ricorda come secondo i dati presentati da Marco Buti in occasione del Rapporto, in Europa solo nel 10,5% dei casi e in Italia addirittura solo nel 6,3% c’è un allineamento tra settori ad alta produttività e salari elevati. In una quota rilevante di casi – il 32% in Europa e il 35% in Italia – ci sono settori dove a bassa produttività corrispondono salari mediamente alti.

  • “E allora, la domanda provocatoria è: se fossero i salari a influenzare (almeno in parte) la produttività, invece del contrario? Non più soltanto conseguenza, ma anche causa? George Akerlof, premio Nobel per l’Economia, lo scrisse negli anni Ottanta”, evidenzia il d.g. del Centro Studi Tagliacarne. 

Anche ricerche recenti dell’Istituto Tagliacarne confermano che le imprese che investono sul capitale umano, curano le politiche retributive e costruiscono coesione interna, registrano performance competitive migliori.

  • Perciò, secondo Esposito, “la relazione tra produttività e salari non può essere ridotta a una semplice sequenza lineare di causa ed effetto. È piuttosto una relazione circolare, in cui salari più alti possono alimentare la produttività tanto quanto la produttività sostiene salari migliori”.

Leggi qui l'articolo completo.