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Rimettere al centro salari e domanda per riequilibrare l’economia globale

Infografica con screenshot del titolo dell'articolo e una foto che richiama il tema del lavoro

Un modello di sviluppo incentrato sulla solidità dell’economia reale e sulla crescita della domanda, soprattutto di famiglie e imprese, è essenziale per evitare che il sistema mondiale entri in una spirale permanente di instabilità e bassa crescita. 
E’ quanto evidenzia Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, nell’articolo “Rimettere al centro salari e domanda per riequilibrare l’economia globale” pubblicato sull’Huffpost. 
Richiamando alla mente la wage-led strategy del secondo dopoguerra, ossia di una strategia nella quale la crescita dei salari si trasformava in un aumento della domanda complessiva, si evidenzia come oggi sia necessario restituire maggiore potere ai lavoratori. Questo per perseguire una maggiore equità nella distribuzione del reddito. 
Nell’economia moderna, è uno dei temi dell’articolo, l’affermazione di nuove potenze mondiali - Cina su tutte - e la crescita dell’impiego speculativo del capitale finanziario hanno creato un sistema in cui “la finanza ha progressivamente iniziato ad alimentare se stessa, mentre una parte dei profitti che in precedenza venivano destinati agli investimenti produttivi — aumentando domanda e produttività — è stata reindirizzata verso i mercati finanziari e di fatto sottratta dai “circuiti reali”.
Oggi esiste un chiaro problema che nasce dal rapporto tra insufficienza della domanda globale e dotazione di capacità produttiva. Con il risultato che: 

  • il volume delle attività finanziarie mondiali supera di tre/quattro volte il valore complessivo dei beni e dei servizi prodotti;
  • il rendimento ottenuto dagli impieghi finanziari è di gran lunga superiore al tasso medio di profitto dell’economia reale.

La risposta può arrivare da un incremento delle retribuzioni come spinta alla crescita. “Tuttavia la continua posticipazione dell’incremento delle retribuzioni, senza considerare anche effetti di causalità salari-produttività, scoraggia i consumi e determina, in ultima analisi, una contrazione della domanda complessiva”. 

Leggi qui l'articolo completo.