Roma 05 agosto 2026 – Tra il 2026 e il 2028, il 76% delle medie imprese investirà in digitale e il 73% in green. Ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale. A frenare sono soprattutto gli elevati costi iniziali da sostenere, indicati dal 41,2% delle medie imprese. Seguono l’incertezza normativa (34%) e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali (32,5%).
È quanto emerge nel Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” realizzato da Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Tagliacarne.
“Il nucleo del quarto capitalismo italiano continua a registrare buone performance, anche se dopo anni di crescita sostenuta sembra rallentare il passo”. Lo ha detto Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, che ha aggiunto “ne sono un esempio concreto gli investimenti nella doppia transizione che, tra il 2026 e il 2028, interesseranno una quota di imprese leggermente inferiore rispetto al triennio precedente, quando coinvolgevano l’84% % delle medie imprese sul fronte digitale e il 77% su quello green. Nonostante il rallentamento, la propensione agli investimenti resta nettamente superiore alla media delle Pmi che investiranno entro i prossimi 3 anni nel 47% dei casi nel digitale e nel 46% nella sostenibilità ambientale. Le medie imprese – ha sottolineato Esposito – restano un pilastro dello sviluppo del Paese, ma finora non hanno beneficiato di politiche dedicate. Per sostenerne la crescita servono interventi mirati che favoriscano una maggiore apertura manageriale e l'evoluzione della governance”.
A pesare significativamente sui piani di investimento in digitale e green è, infatti, pure la carenza di competenze interne e manageriali adeguate, segnalata dal 25,3% delle medie imprese.
Anche per questo, per supportare il proprio percorso di innovazione, il 73,9% si avvale di imprese di consulenza o consulenti privati, il 53,3% coinvolge fornitori e clienti, mentre il 15,9% si affida le istituzioni territoriali, come le Camere di commercio e le associazioni di categoria, per sostenere gli investimenti in digitale e sostenibilità ambientale.
In particolare, è crescente l’interesse delle medie imprese verso le tecnologie Net-Zero. Nel triennio 2026- 2028, il 41% di queste realtà investirà in tecnologie per la transizione verde e la decarbonizzazione contro il 39,8% del triennio precedente.

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