
L’egemonia degli USA e la dottrina del Make America Great Again trovano ampio spazio nell’articolo “Gli Stati Uniti di Trump e la dottrina Maga: l'età dell'incertezza” di Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, pubblicato sull’Huffpost.
Il modello della potenza aperta ha consentito agli Stati Uniti di registrare il più alto tasso medio di crescita tra le principali economie occidentali e rispetto all’UE tra il 1980 e il 2024. Ciò è avvenuto grazie al sapiente utilizzo del soft power, la capacità di influenzare attraverso attrazione e persuasione.
Nello specifico indice, il Soft Power Index, gli USA pur essendo davanti a Cina e Giappone hanno visto ridurre il divario con il Paese del Dragone da 7 a 1,4 punti.
Tra i punti chiave elencati nell’articolo c’è l’interdipendenza economica, un fattore che è sempre più incidente per gli Stati Uniti. Un Paese che, per conservare la propria egemonia, deve “costruire e mantenere una reputazione di affidabilità complessiva, se vuole preservare il valore della propria leadership”.
E qui entra in gioco la dottrina Maga, che sta contribuendo a un’erosione della fiducia globale nella capacità degli Stati Uniti di garantire stabilità e sviluppo come dimostrato dai dati del World Uncertainty Index.
Ci sono poi alcune evidenze sulla politica commerciale americana:
- il costo dei dazi è stato in larga parte sostenuto da imprese ed esportatori statunitensi;
- i dazi pagati dalle medie imprese statunitensi sono triplicati nel 2025.
Tuttavia il deficit della bilancia commerciale ha raggiunto nel 2025 i 1.240 miliardi di dollari, con un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente.
Per Esposito, in sintesi, “l’erosione del soft power e l’aumento dell’incertezza globale sembrano andare nella direzione opposta rispetto agli obiettivi dichiarati”.
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