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Importazioni nel Centro Italia, Marche davanti a tutti

Screenshot del titolo dell'articolo con foto del porto di Ancona sullo sfondo

Nel secondo trimestre del 2026 gli acquisti dall'estero delle regioni del Centro (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo) sono aumentati dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025, contro il +8,6% registrato complessivamente dall'Italia. Tra aprile e giugno il valore complessivo delle importazioni dell'area ha raggiunto i 44,3 miliardi di euro. A trainare la crescita sono soprattutto le Marche, che mettono a segno un incremento del 14,7%, mentre l'Abruzzo registra un più contenuto ma comunque positivo +2,0%. Lo evidenzia il Centro Studi Tagliacarne in un’analisi pubblicata nell’articolo “Importazioni, per gli acquisti dal Mercosur balzo del 37,3%” del Sole 24 Ore Centro. 

Germania primo fornitore
Sul fronte dei partner commerciali, la Germania si conferma il principale fornitore del Centro Italia con oltre 5,4 miliardi di euro di merci esportate verso l'area e una crescita dell'11,6% su base annua. Seguono gli Stati Uniti, anch'essi attestati intorno ai 5,4 miliardi di euro ma in flessione del 2,1%. Più marcato il calo della Cina, che vede ridursi le proprie esportazioni verso il Centro del 26,9%, fermandosi a 3,8 miliardi di euro.

Obiettivo Sudamerica
Particolarmente dinamica appare invece la relazione commerciale con i Paesi del Mercosur. Pur rappresentando soltanto l'1,7% dell'import complessivo del Centro Italia, Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay hanno visto aumentare le esportazioni verso l'area del 37,3%, raggiungendo un valore totale di 734,8 milioni di euro nel secondo trimestre.
La crescita è sostenuta soprattutto da Emilia-Romagna e Toscana, che insieme assorbono circa l'80% delle importazioni provenienti dal blocco sudamericano.
All'interno del Mercosur, il Brasile si conferma il principale partner commerciale del Centro Italia con 475 milioni di euro di esportazioni, pari al 64,6% del totale e in crescita del 39,5%. L'Argentina segue con 199,4 milioni di euro, il 27,1% del totale, registrando però l'incremento più significativo tra i principali fornitori, pari al 51,9%. Più stabile la situazione dell'Uruguay, che si attesta a 58,6 milioni di euro (+1,1%).
L'analisi merceologica evidenzia una forte concentrazione degli acquisti. In testa figurano pasta-carta, carta e cartone, con importazioni pari a 166,6 milioni di euro (+8,2%), seguiti dai prodotti delle colture agricole non permanenti, che raggiungono i 157,5 milioni (+29,8%).

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