
Nel 2025 la filiera del Sistema Produttivo Culturale e Creativo italiano ha generato 115,8 miliardi di valore aggiunto e dato lavoro a 1,54 milioni di addetti. La crescita, nel confronto con il 2024, è stata rispettivamente del 3,3% e 1,7%. E’ quanto emerge dal rapporto Io Sono Cultura 2026, arrivato alla sedicesima edizione, e realizzato congiuntamente da Unioncamere, dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, da Fondazione Symbola e Deloitte con la collaborazione dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Fondazione Fitzcarraldo, Fornasetti e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Altro dato significativo: ogni euro generato dal Sistema Produttivo Culturale e Creativo ne attiva altri 1,7 nel resto dell’economia, arrivando a muovere circa 310 miliardi di euro complessivi, pari al 15,4% del PIL italiano.
Le due componenti principali del Sistema Produttivo Culturale e Creativo evidenziano entrambe dinamiche di crescita:
- Core Cultura 66,8 miliardi di valore aggiunto, +3,2% rispetto al 2024;
- Embedded Creatives (professionisti culturali e creativi impiegati nei settori non strettamente culturali) 49 miliardi di valore aggiunto, +3,4%.
In particolare, la maggior parte del valore aggiunto del Core Cultura è prodotto dal comparto Software e videogiochi (27,8%, 18,6 miliardi di euro prodotti). Seguono Editoria e stampa e l'Architettura e design, che generano rispettivamente 11,5 e 11,2 miliardi di euro e rappresentano insieme oltre un terzo della ricchezza prodotta dal Core Cultura.
Le criticità
Osservando i dati sull’occupazione risalta una prevalenza del lavoro autonomo sia nel Core Cultura (48,2% degli occupati) che nel Sistema Produttivo Culturale e Creativo complesivo (35,4%). A ciò si aggiunge che il 7,4% degli occupati del Core Cultura esprime un giudizio negativo sulla propria stabilità lavorativa, con picchi nelle Performing arts (10,3%) e nel Patrimonio storico e artistico (8,4%). Nel 2025, inoltre, il 4,7% di chi lavorava nelle attività creative e di intrattenimento risultava non più occupato rispetto all'anno precedente.
Una regione da record
Campania prima in Italia per crescita di imprese culturali e creative nel quinquennio 2021-2025 (+12,3%), seguita da Molise (+11,8%) e Trentino-Alto Adige (+11,7%).
Per quanto riguarda, invece, l’incidenza del sistema produttivo culturale e creativo sull’economia locale spicca il Lazio, con l’8,1%, mentre la Lombardia mantiene la leadership del valore aggiunto generato con oltre 33 miliardi di euro.
E le province? Milano guida la graduatoria nazionale con un'incidenza del Sistema Produttivo Culturale e Creativo pari al 10,1% dell'economia provinciale, seguita da Roma (9%) e Torino (8,4%). Anche sul fronte occupazionale la classifica evidenzia una significativa concentrazione nelle principali aree urbane. Milano si conferma al primo posto con un'incidenza pari al 10%, seguita da Firenze (8,5%), Roma (8,4%), Arezzo (8,2%) e Torino (8,0%).
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