
Il Nord‑Est – Trentino‑Alto Adige, Veneto e Friuli‑Venezia Giulia – si conferma nel 2025 uno dei pilastri del turismo italiano, con oltre 146 milioni di presenze e una quota pari al 27,3% del totale nazionale. Un risultato che ribadisce la centralità economica della macroarea, pur evidenziando una dinamica meno vivace rispetto alla media del Paese: la crescita delle presenze si ferma infatti al +4,1%, contro il +14,9% registrato complessivamente in Italia.
Lo evidenzia un'indagine condotta dal Centro Studi Tagliacarne, pubblicata nell'articolo “Il turismo sale a Venezia e Bolzano” del Sole 24 Ore Nord Est.
Le province più performanti
Il dettaglio territoriale evidenzia una forte concentrazione su:
- Venezia (38,6 milioni) e Bolzano (38,2 milioni): seconda e terza provincia italiana per presenze,
- Trento (22,7 milioni): quinta in Italia,
- Verona (19,9 milioni): sesta.
La geografia dei flussi conferma la forza dei poli culturali e balneari veneti, insieme alla solidità del turismo montano altoatesino.
Sul fronte regionale Veneto davanti a tutti con 74,2 milioni di presenze, seguono Trentino‑Alto Adige (60,9 milioni) e Friuli‑Venezia Giulia (11 milioni).
Il mondo guarda al Nord Est
Il Nord‑Est si distingue per una marcata vocazione internazionale: le presenze straniere rappresentano il 66,0% del totale, ben dieci punti sopra la media italiana. Con questa incidenza in ambito regionale:
- Veneto: 70,7%,
- Trentino‑Alto Adige: 61,7%,
- Friuli‑Venezia Giulia: 58,9%.
A livello provinciale spiccano:
- Verona: 78,9%,
- Venezia: 77,3%.
Permanenza media e stagionalità
La permanenza media nel Nord‑Est si attesta a 3,6 notti per arrivo, superiore alla media nazionale (3,3). Il risultato è trainato dal Trentino‑Alto Adige, che raggiunge 4,2 notti, mentre Veneto e Friuli‑Venezia Giulia si fermano a 3,3.
Sul fronte della stagionalità, il 48,1% delle presenze si concentra nei tre mesi di picco, un valore leggermente superiore alla media italiana (47,2%).
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