
La provincia di Trieste si colloca al terzo posto in Italia per incremento dell'export (+91,5%) tra 2024 e 2025. E' quanto emerge da un'analisi condotta dal Centro Studi Tagliacarne e pubblicata sul Sole 24 Ore Nord Est nell'articolo "Vendite estere, il comparto navale corre". In generale l'export del Nord Est (Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia) cresce del 2,5% con un valore complessivo di 113 miliardi miliardi (+2,8 miliardi su base annua).
Sprint dei cantieri navali
Dal punto di vista settoriale a crescere più di tutti, nel Nord Est, è la cantieristica navale con un +110,9% che è nettamente superiore alla media nazionale (+39,9%).
In termini assoluti, invece, a guidare la classifica dei settori troviamo altri macchinari di impiego generale con 8,3 miliardi di euro. In questo comparto, nel 2025, l'export cresce in tutte le regioni del Nord Est:
- Friuli Venezia Giulia +17,2%;
- Trentino-Alto Adige +10,6%;
- Veneto +4,6%.
Il Friuli Venezia Giulia si distingue soprattutto nella cantieristica navale, dove registra un +244,2% a fronte del calo di Trentino Alto Adige e Veneto. La cantieristica, come spiega il direttore generale del Centro Studi Tagliacarne, Gaetano Fausto Esposito, "è un settore in cui le province di Trieste e Gorizia concentrano praticamente il totale dell’export regionale, rappresentando più di un terzo (35%) delle vendite nazionali all’estero".
I partner e il caso Veneto
La Germania si conferma primo mercato di sbocco per il Nord Est, con un incremento delle esportazioni nel 2025 del 6,1% contro una media del Paese di +2,4%. L’Indonesia, invece, emerge come un mercato in forte espansione, grazie ad un incremento particolarmente sostenuto (+296,7%). Nel contesto dell'economia e delle esportazioni del Triveneto si innesta la situazione del Veneto, che con un contributo superiore al 70% resta un pilastro delle vendite all'estero della macroarea. Tuttavia tra il 2024 e il 2025 si registra una fase di affaticamento, come sottolinea Esposito. "Il saldo commerciale resta ampiamente positivo, attestandosi intorno ai 15,8 miliardi di euro, ma registra una forte contrazione (-24%) rispetto all’anno precedente".
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