
Rimini campione d’Italia per crescita del valore aggiunto nel 2025, rispetto al 2024: +3,92% contro il +2,30% della media nazionale. Seguono, sul podio, le province di L'Aquila (+3,69%) e Bologna (+3,39%). E’ quanto emerge dall’analisi condotta da Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere sul valore aggiunto provinciale a valori correnti del 2025.
Industria a passo lento
Nonostante un incremento del valore aggiunto dell’1,75% nel 2025, rispetto all’anno precedente, l’industria viaggia a un ritmo più compassato se confrontata con altri settori. Tra le province il podio è composto da:
- Siracusa (+8,82%);
- Cagliari (+7,55%);
- Savona (+7,32%).
Il Nord (+ 1,37%) cresce meno rispetto a Centro (+3,12%) e Sud (+1,90%).
Avanza l’agricoltura
In questo settore gli incrementi maggiori, in termini di valore aggiunto, si registrano nelle province di Fermo (+22,27%), Pesaro e Urbino (+20,55%) e Ascoli Piceno (+18,90%). Ma ci sono altri dati significativi:
- Molise primo, tra le regioni, per peso dell’agricoltura sull’economia provinciale (6,46%);
- Oristano in vetta, tra le province, per contributo dell’agricoltura sul valore aggiunto complessivo del territorio (10,42%).
Sul fronte dell’incidenza di questo settore sull’economia locale le prime tre posizioni, nella classifica provinciale, sono occupate da Crotone (10,34%), Viterbo (8,55%) e Grosseto (7,49%).
Edilizia, exploit dell’Abruzzo
Podio tutto abruzzese per quanto riguarda l'aumento del valore aggiunto nel settore delle costruzioni:
- L'Aquila (+13,31%);
- Teramo (+11,92%);
- Chieti (+11,92%).
Pro-capite, conferma per Milano
Il Nord Ovest per poco non doppia il Mezzogiorno per valore aggiunto pro-capite: 42.339,78 euro contro il 22.875,35 a fronte di una media nazionale di 34.316,68 euro. Tra le province spiccano Milano (67.137,09), Bolzano (56.340,63) e Bologna (47.030,41) mentre sul fronte regionale il vertice appartiene a Trentino-Alto Adige (49.882,74), Lombardia (46.194,96) e Valle d'Aosta (43.840,20).
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